Montesano-Autieri, noi come Rugantino-Rosetta

ROMA – ”Siamo una coppia gajarda e tosta, come si dice a Roma”. Si guardando e ridono Enrico Montesano e Serena Autieri. Per la prima volta sono in palcoscenico insieme (”ma ci siamo rincorsi a lungo”), nel ruolo della vita di lui e in quello ”che per tutta la vita ho atteso”, dice lei. Lo spettacolo è ”Rugantino”, la commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Luigi Magni con le musiche, eterne come Roma nun fa la stupida ‘stasera, di Armando Trovajoli. A quarant’anni esatti da quando Montesano, poco più che trentenne, la portò in scena (era il 18 dicembre 1978, con Nino Manfredi primo storico interprete seduto in platea), la favola amara di Rugantino, della Roma papalina del 1830 e del suo amore che non teme ghigliottina per Rosetta, torna in scena proprio al Sistina di Roma, dal 21 dicembre al 27 gennaio.

Messa in scena da Massimo Romeo Piparo, rigorosamente seguendo la regia storica di Garinei, con 30 cambi, scene e costumi originali di Giulio Coltellacci. Un omaggio a un classico della storia del teatro, che oggi risuona anche come una rilettura di Roma e un inno alla femminilità. ”Rugantino è una maschera senza maschera”, racconta Montesano, che completa così un’ideale trilogia teatrale romana dopo il Marchese del Grillo e Il conte Tacchia. ”Va a viso scoperto – dice – non si vergogna. Da tradizione, è impunito, vuole avere sempre lui l’ultima parola. Con Garinei e Giovannini, però, diventa uomo. Gli costa caro, la vita, ma forse questo lo riscatta”. ”Rosetta, invece, è Roma – dice la Autieri – Lei la vera donna romana, tosta, che tanto ha da dire, ma con quell’eleganza trasteverina del tempo. Non svende la sua femminilità, ha una fierezza che forse noi donne dovremmo recuperare un po’. L’aspettavo questo ruolo, sono sincera. E’ come Filumena Marturano a Napoli”, dice l’attrice che proprio da Garinei e Trovajoli fu scelta per portare a teatro ‘Vacanze romane’ e quest’inverno farà il suo debutto anche nella fiction di Rai1 ”Un passo dal cielo”. ”Con il Maestro Trovajoli – dice – tante volte avevamo cantato fra noi le canzoni meravigliose di Rugantino, da Roma nun fa la stupida a Tira a campa’, Ciumachella, ‘Na botta e via. Ma prima non sarei stata pronta. E’ ora il momento giusto”.

Se i confronti inevitabilmente sono forti (Rosetta ha soprattutto due volti: Alida Chelli e Sabrina Ferilli), con lei e Montesano in scena saliranno anche Antonello Fassari nei panni del boia Mastro Titta (che fu di uno strepitoso Aldo Fabrizi) ed Edy Angelillo in quelli di Eusebia. ”Si riscoprirà una Roma di botteghe e artigiani, a passo d’uomo – dice Montesano – Rugantino oggi? Farebbe il tranviere – sorride – Direbbe che non ci sono tante differenze: al tempo c’erano Papi e cardinali, oggi politici e amministratori. Le strade erano bucate, le fogne non funzionavano, l’immondizia già c’era…. Ma Roma non l’hanno distrutto ne’ i barbari ne’ i Barberini, non ci riusciranno neanche ora con qualche incendio. La verità – prosegue – è che da molto tempo le cose non funzionano, però è anche vero che si sta tentando di intaccare un sistema incancrenito. A volte penso: ‘aridatece Petroselli!’ – ride citando lo storico sindaco comunista degli anni ’70 – La colpa è anche dei romani. Roma è come una bella donna: va amata e rispettata. E non sempre lo facciamo”. Ma Rugantino potrebbe mai approdare in tv? ”Non credo la tv di oggi sia interessata – conclude – Oggi vogliono fiction e film per la Tv, fatti troppo in fretta e si vede. Anche se Rugantino, secondo me, si venderebbe benissimo all’estero”.

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