La provocazione russa

Anche la Russia gioca i suoi war games e provoca la Nato: il 3 novembre un bombardiere strategico russo sorvola la nave Usa USS Mount Whitney, ammiraglia della Flotta Nato, davanti alle coste della Norvegia. Le immagini, scattate dai reporter a bordo della nave, mostrano un Tu-142 che sfreccia a poca distanza dalla nave. Nelle stesse ore, altri due Tupolev, con armi anti-sottomarine, hanno “completato la missione di ricognizione” nelle acque internazionali davanti al Paese.

Intanto, l’Italia è sotto le luci della ribalta: i soldati tricolore sono la punta di diamante della forza di reazione rapida della Nato, che ha scelto le gelide montagne nel centro del Paese per testare la capacità di intervento delle forze militari dell’Alleanza.

In questi War Games, “il dispositivo difensivo è stato duramente provato dalle operazioni condotte dai Marine statunitensi e dalle forze canadesi. In serata prevediamo di passare all’offensiva e contribuire al ripristino dell’integrità territoriale della Norvegia”, dice all’ANSA il generale Angelo Michele Ristuccia, comandante della 132/a Brigata corazzata ‘Ariete’, nel posto comando tattico avanzato nell’area di Lesja, sovrastata da picchi innevati e coperta dalla neve e dal ghiaccio.

“Mi preme evidenziare – sottolinea Ristuccia – che questa esercitazione non è diretta contro un nemico specifico, ma è soltanto orientata a dimostrare la nostra capacità di schierarsi con brevissimo preavviso. E soprattutto dimostrare che l’Alleanza è un’organizzazione difensiva che ha il compito di dimostrare a chiunque abbia intenzione di minacciarci che siamo pronti a difendere i confini delle nazioni che ne fanno parte”.

E gli italiani il proprio lavoro lo sanno fare molto bene: il comandante delle forze navali Usa in Europa e Africa e del comando congiunto Nato a Napoli, l’ammiraglio James Foggo, si è congratulato pubblicamente – a più riprese – con le forze italiane. E proprio dalla USS Mount Whitney l’ammiraglio coordina l’intera esercitazione.

A questo punto, ‘Trident Juncture 18’ prevede la controffensiva delle forze italiane e spagnole, atto finale dell’esercitazione. A Lejia, i bersaglieri presidiano il comando mobile, supportato da una base poco distante molto più ampia e collocata in un’area difesa che appare a tratti invulnerabile. Nel comando operativo si fronteggia ogni tipo di minaccia, da quelle convenzionali a quelle di nuova generazione, come la cosiddetta cyberwar, la guerra a colpi di computer combattuta da hacker che alcuni Paesi, la Cina in prima fila, hanno inquadrato in vere e proprie ‘divisioni’ da combattimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *