Teatro Regio Torino, via piano rilancio

TORINO Il Teatro Regio di Torino è pronto a lasciarsi alle spalle la pesante crisi in cui era sprofondato, con il deficit di 5 milioni di euro e a ripartire con un programma di investimenti di 14 milioni di euro. Il Piano Industriale e di Sviluppo è stato illustrato dal professor Guido Guerzoni al consiglio di indirizzo, presieduto dalla sindaca Chiara Appendino, che ha recepito favorevolmente le linee guida. L’ultima parola spetterà all’assemblea dei soci il 19 febbraio. L’obiettivo – ha spiegato Guerzoni che ha lavorato con il sovrintendente William Graziosi alla stesura del piano – è raggiungere, entro due o tre anni, lo status di Forma Organizzativa Speciale, riconosciuto solo alla Fondazione Teatro alla Scala e alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, posizione che comporterebbe vantaggi gestionali. Il Piano, illustrato nel pomeriggio a sindacati e rsu, indica tra gli obiettivi un incremento della produttività dell’8% su base annua con un arricchimento dell’offerta per riportare il Regio al numero di spettacoli, spettatori e valori della produzione raggiunti in passato. Nel 2023 si punta a un livello della produzione di 45,5 milioni, stessa cifra del 2008. Gli obiettivi saranno raggiunti incrementando i proventi della biglietteria e con i contributi di privati, mentre dovrebbero restare stabili i contributi pubblici, a eccezione di quelli comunitari, di cui si prevede la crescita dal 2020. Il consiglio di indirizzo ha apprezzato il percorso metodologico seguito nella redazione del piano: sono stati ascoltati più di 300 dipendenti in quattro incontri collegiali e 77 colloqui individuali e sono state effettuate comunicazioni periodiche agli stakeholder del teatro. Gli investimenti serviranno “a ripristinare le condizioni tecniche per il recupero della produttività e l’incremento della redditività e a introdurre le più recenti innovazioni tecnologiche in tutti gli ambiti dell’attività teatrale”. Sono previsti l’istituzione e il potenziamento di una direzione Marketing, vendite, fundraising e business development, il rilancio della programmazione artistica, la valorizzazione delle risorse umane. Per verificare la corretta attuazione del Piano verrà istituita una cabina di monitoraggio. Il piano sarà presentato ora agli stakeholder pubblici e privati, al Mibac, agli assessorati alla Cultura della Regione Piemonte e del Comune di Torino, per concludere celermente l’iter di redazione. “La prima impressione è positiva per le idee di sviluppo e di rilancio, entreremo nel merito delle questioni nei prossimi incontri”, commenta Pietro Gabriele, segretario generale della Slc Cgil.

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