Nishino, amante che vive nei ricordi

KAWAKAMI HIROMI, I DIECI AMORI DI NISHINO (Einaudi, pp.168, 18 Euro). E’ una scrittura leggera e penetrante, che scivola sinuosa e delicata nella mente del lettore quella della giapponese Kawakami Hiromi, autrice de “I dieci amori di Nishino” (Einaudi, traduzione di Antonietta Pastore). La ricchezza di questo romanzo sta tutta nell’attenta disamina dei sentimenti che la scrittrice fa portando sulla pagina una polifonia di voci e sguardi al femminile. Al centro della vicenda ci sono infatti 10 donne, ognuna con una storia d’amore da raccontare: la particolarità è che tutte hanno avuto una relazione con uno stesso uomo di nome Nishino.

Le protagoniste sono diverse fra loro per età e condizione sociale: ci sono casalinghe e donne in carriera, mogli e madri e giovani ancora in cerca della propria strada. Ognuna ha dato un pezzo del proprio cuore a Nishino, uomo perfetto, bello e intelligente, garbato e piacevole. Nei loro racconti, che l’autrice sa cucire insieme come un unico flusso interiore dai toni distinti, Nishino prende la forma di un ricordo sempre diverso, a volte candido, altre più dolorante, altre ancora passionale o poetico. In ogni singola immagine che di Nishino viene restituita c’è sempre però lo stesso difetto: un inquietante distacco caratterizza la figura di questo amante all’apparenza ideale ma mai davvero presente perché perennemente sfuggente, sia dal punto di vista emotivo che da quello fisico. L’uomo si divide infatti tra tante donne, c’è sempre una nuova fiamma che lo cerca, e lui è cortese con tutte, non nega mai il suo tempo. Ma il motivo del suo essere così enigmatico e continuamente altrove probabilmente risiede nelle pieghe della sua anima, in una ferita del passato che lo ha condizionato. O magari il problema sono le donne che ha incontrato, che forse davvero non lo hanno mai amato come si ama qualcuno che poi resta per la vita. Nishino è allora destinato a rimanere solo? Chissà, certo è che la sua è un’aura misteriosa che lo rende inarrivabile, “qualcosa che più si cerca di toccare, più indietreggia e si allontana”. In questa indagine sull’amore, Kawakami Hiromi ha un tocco delicato ma persistente: il tempo del ricordo, vissuto singolarmente da ogni donna, dilata l’eco delle emozioni, le rende quasi palpabili. Con tanti sentimenti esposti al lettore come se fossero fiori di un davanzale, l’autrice compie il tentativo di provare a spiegarne i confini e le motivazioni: con la penna percorre tante strade e suggestioni, ma poi lascia volutamente il discorso nell’incertezza. E non poteva essere altrimenti con la materia mutevole delle emozioni, in cui nessuno davvero può avere l’ultima parola.

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