l’Amore non Amore di Franco Marcoaldi

(ANSA) – ROMA, 14 FEB – FRANCO MARCOALDI, AMORE NON AMORE (LA NAVE DI TESEO, PP 120, EURO 12,00). L’amore che ci incanta e ci sorprende, che ci avvolge e ci consuma. Che ci addolcisce e ci fa perdere la testa. A questa luminosa e oscura divinità, inafferrabile e capricciosa, che tutti vorremmo fosse con noi fino all’ultima ora, Franco Marcoaldi ha dedicato cento poesie, per la maggior parte inedite, raccolte nel volume ‘Amore non Amore’, che arrivano in libreria per La nave di Teseo nel giorno di San Valentino. “Se avessi te./Se avessi. Se” dice Marcoaldi nel libro che in copertina ha la famosa immagine dei due innamorati che si baciano su una panchina di Gianni Berengo Gardin. E il poeta, che ha portato più volte la poesia in teatro, non poteva che festeggiare questo libro – in cui riprende il filo di un suo fortunato canzoniere di vent’anni fa – portando in scena alcuni brani con Peppe Servillo, in un continuo rimando tra parole e musica.

“Come farò a stare senza baci?/Senza poterti dire di continuo/che mi piaci?” si chiede nei primi versi della poesia XXVII. E ancora: “L’Amore è come la Bellezza:/sonnecchiano entrambi tra mille/impedimenti, per ridestarsi poi/nei più improbabili momenti”.

Erotico, febbrile, tenero l’Amore che canta Marcoaldi mostra le sue mille facce e direzioni, ma soprattutto convive sempre con il suo contrario. “Amore non Amore:/medesimo il motore/che ti sospinge a largo/ e ti riporta a riva” ci dice nei versi che chiudono il libro.

Un grande posto, nelle ‘Cento poesie’ hanno gli animali e gli amori più o meno convenzionali, oltre al dialogo con i morti. “E se l’abbraccio animale/fosse il segno d’Amore/più innocente e più bello?” chiede l’autore. Poi dice: “Vorrei amarti come un gatto,/che solo se gli va/si struscia sul tuo corpo/con sensuale voluttà./Vorrei amarti come un cane,/che risponde al tuo richiamo/in totale fedeltà”.

Autore di numerosi libri di poesia da ‘A mosca cieca’ fino a ‘Tutto qui’ del 2017, Marcoaldi che è saggista oltre che poeta, nel farci compiere questo viaggio nell’ambivalenza della passione amorosa ci mostra, ancora una volta, come la sua idea sia quella di una letteratura “vissuta come costante spinta alla metamorfosi e alla trasfigurazione”. Ma la forza di questi versi è soprattutto nel loro richiamare le cose semplici, genuine, della nostra vita che spesso vanno perdute o di cui ci dimentichiamo. “Tu sei inquieta e ti capisco./A me invece basta poco:/me ne sto abbracciato al cane,/mentre in forno monta il pane”. Non manca la spinta al movimento con però dei saldi punti di riferimento: “Libera muoviti nel mondo,/ma in cuore custodisci/il nostro guscio. Resterò a casa/io, pronto ad accoglierti sull’uscio”. Nulla invece di consolatorio in ‘Cento poesie’, piuttosto un’ironia che a volte sconfina nel sarcasmo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *