Venezuela: partiti gli aiuti brasiliani. Trump attacca

Scontri fra la Guardia Nazionale venezuelana e manifestanti oppositori stamane anche a Urena, località dello Stato di Tachira sulla frontiera con la Colombia. I manifestanti cercano di raggiungere il ponte che porta a Cucuta, e le forze dell’ordine rispondono con cariche e lacrimogeni.

Intanto due camion con aiuti umanitari per il Venezuela sono partiti oggi da un deposito a Boa Vista, nello Stato brasiliano di Roraima, verso la frontiera venezuelana, a circa 250 km di distanza, chiusa dal governo di Nicolas Maduro per impedire l’ingresso dell’assistenza internazionale nel suo Paese.

Secondo i media brasiliani, si tratta di due camion con targhe venezuelane e guidati da autisti venezuelani, che saranno accompagnati dall’esercito brasiliano fino al confine, per permettere ai volontari mobilitati da Juan Guaidò – il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’Esecutivo – di farli entrare nel loro Paese.

Il presidente Jair Bolsonaro ha confermato ieri notte su Twitter – al termine di una lunga riunione di emergenza dedicata alla crisi in Venezuela – “l’invio di assistenza umanitaria per i venezuelani”, segnalando che “l’intero Brasile si è mobilitato in modo dinamico, e abbiamo raccolto circa 200 tonnellate di cibo e medicine a Boa Vista”.

Intanto arriva un nuovo avvertimento di Trump. “Vergognose violazioni dei diritti umani da parte di Maduro e coloro che stanno eseguendo i suoi ordini non resteranno impunite” dice la Casa Bianca all’indomani dell’uccisione di due indigeni Pemon da parte dei militari venezuelani a Kumarakapay, a poca distanza dalla frontiera con il Brasile. Washington, riporta il Guardian, ha inoltre esortato le forze armate venezuelane a permettere l’ingresso di aiuti umanitari nel Paese.

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