Violenti scontri a Tirana, la polizia usa i razzi lacrimogeni

Si è conclusa dopo circa tre ore di tensioni e scontri con la polizia, la protesta dell’opposizione albanese davanti alla sede del parlamento di Tirana dove la maggioranza ha intanto chiuso la seduta di lavori. La folla dei manifestanti, guidati dai leader dell’opposizione, si è allontanata, dopo aver lanciato altri petardi in direzione delle numerosissime forze dell’ordine schierate all’entrata principale dell’Assemblea nazionale. I vari tentativi dei dimostranti di sfondare il cordone della polizia sono stati respinti con il lancio di lacrimogeni. Il leader dell’opposizione, Lulzim Basha, ha parlato di “un atto di guerra che Rama ha proclamato ai propri cittadini. Il premier deve sapere che per lui non ci sarà nemmeno un minuto di pace”. Dalla sede del suo Partito democratico Basha ha poi dichiarato che “la nostra battaglia non potrà essere fermata”, invitando i cittadini alla disobbedienza civile che “sarà estesa in tutto il paese, dal Nord al Sud”.

Dieci giorni fa, una manifestazione indetta dall’opposizione davanti alla presidenza del Consiglio per chiedere “un governo transitorio che prepari le elezioni anticipate”, si è trasformata in scontri fra gruppi di manifestanti che hanno assaltato a più riprese il palazzo del governo e le forze dell’ordine che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Una seconda protesta lo scorso giovedì si è invece svolta pacificamente, mentre i deputati dell’opposizione hanno deciso in blocco di dimettersi e non fare più parte dell’Assemblea nazionale. Nonostante le dure critiche della comunità internazionale, anche oggi il leader dell’opposizione Basha ha affermato che “la battaglia per cacciare via Rama, non si fermerà”.

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