Governo cerca unità su banche ma stallo su nomine e Tav

Avanti compatti: non c’è problema che non possa essere risolto. E’ questo il messaggio che il governo prova a mandare, all’indomani delle elezioni sarde, per evitare che il crollo nelle urne del M5s faccia traballare il governo.

Le tensioni ci sono, i dossier più spinosi vengono rinviati: non appena si parla di Tav o Autonomia, nella maggioranza è scontro.

E così, si sceglie di inviare subito un segnale sul tema che più unisce gli elettorati – e i parlamentari – di M5s e Lega: le banche. Nelle ore in cui la Camera dà il via libera definitivo a una nuova commissione d’inchiesta sul sistema bancario, da Palazzo Chigi Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giovanni Tria annunciano di aver trovato la soluzione che garantirà presto di rimborsare i risparmiatori truffati.

Arriverà – spiegano da Palazzo Chigi – un decreto del ministero dell’Economia che consentirà di “assicurare un celere rimborso” ai risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie. In serata sui dettagli del decreto, che avevano creato tensioni tra il Mef e i partiti, si registra ancora il massimo riserbo: il “come” non è indifferente per le associazioni dei truffati, che aspettano l’assegnazione di 1,5 miliardi stanziati dalla manovra. La soluzione, spiegano fonti qualificate, verrebbe incontro ai rilievi dell’Ue che avevano bocciato l’assegnazione di indennizzi anche per chi non abbia svolto il contenzioso davanti all’arbitro della Consob. Con delle eccezioni, per venire incontro alle richieste dei truffati.

Conte sceglie comunque di ripartire da questo dossier.

Riunisce i vicepremier e il ministro a Palazzo Chigi in una giornata ad alta tensione, perché i voti regionali che sembrano certificare un sorpasso della Lega ai danni del M5s destabilizzano sempre più la maggioranza. Salvini, preoccupato dalla tenuta degli alleati, sceglie di non incalzare sui dossier più delicati. Ed è così su Tria che si scarica l’ira M5s, per aver detto lunedì che la Tav si deve fare. “Vale il contratto di governo”, dice a muso duro Di Maio al ministro. Ma lui non si scompone e, secondo chi lo ha sentito, difende la sua linea. Anche le nomine Inps, accusa Di Maio, sono ferme al Mef. Ma in questo caso, ferma l’intesa su Pasquale Tridico come commissario, sarebbe saltato Francesco Verbaro come vice, sia per ragioni di incompatibilità che per ragioni personali, e in queste ore si starebbe vagliando un sostituto. Per il resto, si rinvia. Sulla Tav (cercando di tranquillizzare intanto i francesi). Sulla legittima difesa che slitta di una settimana. E sulle nomine più spinose, come Fincantieri (sulla sostituzione di Bono anche il M5s sembra frenare), Snam e Italgas. E naturalmente Bankitalia: è ancora sospesa la conferma di Luigi Federico Signorini come vicedirettore ma il governo punterebbe a un segnale di rinnovamento sul futuro direttore generale, alla scadenza del mandato di Salvatore Rossi, e dunque – fermo restando che l’esecutivo può dare solo un parere – l’idea sarebbe attendere la scadenza di maggio per ogni scelta.

Ma la campagna per le europee già morde, il M5s vuole dare segnali al proprio elettorato. Perciò Di Maio rilancia sull’acqua pubblica, su cui la Lega ha innumerevoli dubbi. E fonti qualificate M5s partono all’attacco della ministra Erika Stefani sull’Autonomia. L’accusano di aver deciso tutto da sola sulle nomine nelle commissioni paritetiche previste dalla legge: “Così l’iter si intoppa”, fanno sapere. Dal ministero si replica che nessuna decisione è presa. Ma il tema infiamma gli animi. I leghisti vorrebbero accelerare. Circola perciò l’idea di far procedere veloce la richiesta di autonomia della Campania, per smontare le critiche di chi sostiene che si vogliano avvantaggiare le Regioni del Nord.

Scintille si annunciano anche sull’economia, sui quali incombe la bocciatura dell’Unione europea. Conte rilancia l’idea di abbassare le tasse, a partire dalla riduzione delle aliquote da una a tre (non la flat tax voluta dalla Lega). Ma il rischio è una manovra correttiva. E si dovranno trovare soldi per disinnescare le clausole Iva. Sul come, le ricette divergono.

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