Tav, Salvini: ‘Non c’è nessuno che vince e che perde’. Di Maio: ‘Basta folklore’

“Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti”, ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook.

“Dobbiamo andare avanti con grande senso di responsabilità. Ma il Paese ha bisogno di tranquillità: non si può pensare di continuare con la narrazione della crisi. ‘Andiamo fino in fondo’, ‘vediamo chi ha la testa più dura’, è folklore, folklorismo. Io sono qui per dare tranquillità agli italiani e non dare sempre tensione” dice Di Maio, facendo riferimento alle parole pronunciate nei giorni scorsi da Matteo Salvini sulla Tav.

E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? “Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni”. “Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell’Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo”. Con gli amici M5s una soluzione la troveremo” ribadisce Salvini. “L’Italia ha bisogno di un governo che faccia ancora riforme e assicuri lavoro. Quindi sulla Tav – ribadisce il vicepremier – non ci sarà nessuna crisi di Governo” anche perché è ancora possibile “fare e cambiare nell’opera molte cose: può essere anche rivista in toto”.“Non c’è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani”.

Il no alla Tav è una “battaglia identitaria del Movimento” cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. “Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla Tav – racconta Fico – eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c’era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav”. Fico sottolinea che “non era un’idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali”.

Forza Italia contro Conte.Oltre la codardia c’è solo l’indecenza: il premier Conte ne è la incarnazione. In perfetto stile grillino e senza alcun rispetto per la carica che ricopre, disonora l’Italia quando dichiara di non lasciarsi condizionare sulla Tav “dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari”. Di chi parla? Pensa che il suo alleato al governo, la Lega, o magari ritiene che Salvini sia portavoce di comitati d’affari? Parli la lingua della chiarezza piuttosto che rifugiarsi in uno squallido discorso indegno del suo ruolo”. Così Giorgio Mule’, portavoce di FI Camera e Senato.

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