Santa Cecilia, un esplosivo Berlioz apre la stagione

“Un terremoto musicale, una sfida memorabile” dice Antonio Pappano del monumentale Requiem di Hector Berlioz con cui il 10 ottobre aprirà la nuova stagione di Santa Cecilia. “Un capolavoro assoluto, sarà un’inaugurazione esplosiva” commenta il sovrintendente Michele Dall’Ongaro, riferendosi all’imponente organico richiesto dalla Grande Messe des Morts composta nel 1838 dall’autore francese: l’orchestra potenziata da una schiera di timpani, quattro bande, due cori – dell’Accademia Nazionale e del Teatro San Carlo di Napoli – per un totale di 120 voci e la star della lirica internazionale Javier Camarena, al suo debutto ceciliano. “Sembra una decisione fosca aprire con un Requiem – osserva Pappano – ma è un evento per tutti, per il pubblico e per chi esegue”.

L’omaggio a Berlioz, al quale Santa Cecilia dedica un mini festival per i 150 anni dalla morte, segna l’avvio di un calendario di eventi, debutti e grandi ritorni, anteprime esclusive e grandi nomi della scena italiana e internazionale. Con un cartellone “che parla a tutti”. Per Beethoven, in vista dei 250 anni dalla nascita da celebrare nel 2020, niente sinfonie ma spazio alle composizioni meno note, da due rarissime Ouverture (Re Stefano, diretta da Pappano, e La consacrazione della Casa diretta da Tomas Netopil) alla musica da Camera, con le dieci Sonate per violino e pianoforte. E poi largo a Rossini, il 5 dicembre la sinfonia Semiramide, e il 9 aprile arie da Ermione, Otello e la Messa di Gloria. “Il cast è bellissimo, ne faremo un disco” annuncia Pappano. L’opera chiuderà anche la stagione: il maestro anglo italiano dirigerà la Trilogia Tudor (arie da Anna Bolena, Maria Stuarda e Roberto Devereux) di Donizetti. Il direttore ospite Mikko Frank proporrà oltre a Berlioz, Sibelius e Stravinskij, Ravel, Strauss e la Messa da Requiem di Verdi. Pappano, che sarà impegnato in sette concerti della stagione, ha detto che dirigere Santa Cecilia “è una grande soddisfazione. Al mondo non ci sono molte orchestre migliori”.

L’Accademia Nazionale punta a saldare l’immagine della sua carta vincente con la città eterna anche con una campagna promozionale che ha portato il direttore musicale e gli orchestrali alle 7 di mattina dentro il Colosseo per realizzare video e foto da rilanciare sui social e per farne in biglietto da visita nelle tournée. Il Campidoglio, che è tra i soci della Fondazione e versa 3 milioni e 200 mila euro, non si tira indietro. “Santa Cecilia trasmette musica diretta al cuore – ha detto la sindaca Virginia Raggi – è un grande onore ospitare una istituzione che porta nel mondo questa sapienza. L’Accademia sarà sempre radicata con Roma, ma è il momento di fare passi avanti sulla comunicazione. Avvieremo iniziative per farla conoscere e portare la bellezza a tutti”.

Il programma offre una sequenza di bacchette illustri, Juraj Valuha, Manfred Honeck, Myung-Whun Chung, Jakub Hra, Pablo Heras-Casado e Gustavo Dudamel. Tra gli appuntamenti da non mancare il 6 febbraio la prima italiana di Buddha Passion di Tan Dun che sarà sul podio per dirigerla. Atteso anche il debutto del giovanissimo maestro Lahav Shani, fresco di nomina come direttore della Israel Philarmonic e direttore ospite principale dei Wiener Sumphoniker. Nomi eccellenti per la musica da Camera: Maurizio Pollini, Martha Argerich, Grigory Sokolov, l’ex enfant prodige Ivo Pogorelich, Nikolai Lugansky, Beatrice Rana e Andrea Lucchesini. Grandi pianisti anche nella Stagione Sinfonica con il ritorno di Stefano Bollani e i debutti di Igor Levit e del giovanissimo Alexander Malofeev. Tra i debutti Susanna Mälkki, attuale direttore musicale della Helsinki Philharmonic Orchestra. Quattro le tournée all’estero a Parigi, in Svizzera, in Germania e ad Atene. E quattro in Italia, tra cui quella molto attesa che dal 10 al 14 dicembre vedrà impegnato il direttore venezuelano Gustavo Dudamel. “Le tournée sono importanti – rimarca Pappano – perché dimostrano che la nostra orchestra è richiesta anche dagli altri direttori”.

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