Covid: in Europa casi triplicati rispetto al picco di marzo

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 39 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University: il dato mostra un aumento di 2 milioni di casi in appena una settimana. Le vittime sono quasi un milione e 100mila (1.099.469), circa 100 mila in più rispetto al tetto del milione raggiunto a fine settembre.

GERMANIA – Nuovo record di casi di coronavirus in Germania dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.334 contagiati per un totale di 348.557. Lo ha annunciato l’istituto Robert Koch. E’ il secondo giorno consecutivo che nel Paese si registrano numeri così alti. Ieri i nuovi contagi erano stati 6638, il numero più alto mai registrato in un giorno nel paese dall’inizio della pandemia. Crescono i numeri anche dei pazienti in terapia intensiva: sono 655 oggi, erano 487 una settimana fa.

GRAN BRETAGNA – Londra ha rimosso l’Italia dalla lista dei Paesi sicuri sul fronte Covid: chiunque arrivi nel Regno Unito dall’Italia, a partire da domenica dovrà osservare una quarantena di due settimane. Il governo francese mostra i muscoli e per tenere in casa un mese e mezzo, ogni sera, famiglie e giovani schiera 12 mila poliziotti e gendarmi.

STATI UNITI – I nuovi casi di coronavirus nelle ultimi 24 ore sono stati 62.000, il livello più alto dal 31 luglio. E’ quanto emerge dai calcoli di Washington Post. Secondo i calcoli di NBC il numero totale di casi negli Usa ha superato gli 8 milioni.

ARGENTINA – Registrati nelle ultime 24 ore 17.096 contagi, che hanno portato il totale a 949.063, ma soprattutto che hanno fatto segnare il nuovo record giornaliero di infettati dall’inizio della pandemia da coronavirus in marzo. Lo scrive l’agenzia di stampa Telam. Secondo l’ultimo bollettino delle autorità sanitarie, inoltre, altre 421 persone sono morte, facendo salire il bilancio a 25.342. Nelle unità di rianimazione degli ospedali argentini, si è inoltre appreso, si trovano 4.278 persone, con una percentuale di occupazione dei letti del 64,4% sul territorio nazionale e del 64,7% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

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